"Una passione nata un po’ per caso che mi è stata trasmessa all’interno della famiglia", Luca Lechthaler racconta su Bskt il suo amore per la montagna
Oggi è il volto della Dolomiti Energia Basketball Academy, e chiusa la carriera da giocatore può dedicarsi a coltivare la sua sconfinata passione per il territorio, per la natura, per la montagna

TRENTO. "Una passione nata un po’ per caso che mi è stata trasmessa all’interno della famiglia", Luca Lechthaler racconta su Bskt, il magazine di Aquila Basket, il suo amore per la montagna. "Poi ho cominciato ad andare ai campi estivi, a fare gite alle malghe, alle cime. All’inizio era un bel modo di stare con i miei compagni, poi ha prevalso quel senso di libertà che ti pervade salendo di quota ed entrando in contatto con la natura. Ogni volta si vivono emozioni diverse e sempre nuove".
Oggi è il volto della Dolomiti Energia Basketball Academy, e chiusa la carriera da giocatore può dedicarsi a coltivare la sua sconfinata passione per il territorio, per la natura, per la montagna.
I progetti di Aquila Basket raccontati in Bskt, il magazine mensile che racconta le persone, i volti e le storie del mondo bianconero.
LUCA LECHTHALER, BASKET ALTITUDE
di Marcello Obersolser
La pallacanestro nel cuore, la montagna nel sangue. Luca Lechthaler a basket ha giocato per una vita intera, inseguendo un sogno, andando via di casa giovanissimo con il coraggio di chi vuole investire su se stesso, vincendo alla fine tutto da atleta professionista esemplare.
Oggi è il volto della Dolomiti Energia Basketball Academy, e chiusa la carriera da giocatore può dedicarsi a coltivare la sua sconfinata passione per il territorio, per la natura, per la montagna.
"Una passione nata un po’ per caso – racconta il gigante di Mezzocorona - che mi è stata trasmessa all’interno della famiglia: poi ho cominciato ad andare ai campi estivi in montagna, a fare gite alle malghe, alle cime. All’inizio era un bel modo di stare con i miei compagni, poi ha prevalso quel senso di libertà che ti pervade salendo di quota ed entrando in contatto con la natura. Ogni volta si vivono emozioni diverse e sempre nuove".
E chissà che dopo l’Aquila Basket Earth Day il Lech non punti ad attaccare anche le superfici ghiacciate delle vette trentine. "Ho un po’ di sogni nel cassetto che riguardano i ghiacciai in effetti: mi hanno sempre affascinato, e devo dire che il progetto Earth Day di quest’anno ha permesso anche a me di imparare tante cose sull’argomento che non avrei masi saputo e andare a fondo sulle cause di tante problematiche. La conoscenza poi ti fa vivere con più rispetto e consapevolezza quegli ambienti".
"La montagna punta verso l’alto, come il basket". E’ la frase che ama ripete Luca quando gli si chiede cosa unisca le sue grandi passioni. "Cosa insegna la montagna? A me in questi anni ha insegnato a vivere, a conoscere me stesso fino in fondo. È una straordinaria maestra che ti porta a riconoscere i propri limiti, a saperli in qualche modo controllare. E poi trasmette quella tanto affascinante forma semplice della vita, in cui la felicità e la bellezza non sono negli oggetti o nelle comodità della nostra vita quotidiana".












